l mondo è degli sconosciuti

6 04 2010
Palermo non produce solo munnizza e mafie. Uno dei suoi figli migliori, Salvo Licata (Palermo 1937-2000), cresciuto a Resuttana, borgata tra le più povere della città, l’ha capito fin da giovane e l’ha saputo raccontare, come pochi. Per convincersene basta leggere il libro, Il mondo è degli sconosciuti, Sellerio 2004. Il volume raccoglie testi rari e preziosi, scritti in tempi ed occasioni diverse, che testimoniano, oltre al legame profondo dell’autore con la “Madre Città”, la sua grande forza espressiva, il suo inconfondibile senso dell’umorismo ed il suo acuto spirito critico e poetico.
Prima di questa pubblicazione Licata era noto soprattutto come giornalista ed autore di alcune fortunate pièces teatrali (Il trionfo di Rosalia, La ballata del sale, Ehi, Coca!). Adesso s’impone come scrittore di prima grandezza, capace di reggere al confronto con i maggiori autori del secolo scorso. E, se è vero che “per fare il poeta bisogna essere anche un po’ incoscienti e temerari” (pag.15), temerario Salvo Licata lo è stato già quando, da semplice cronista del giornale L’Ora, negli anni sessanta, scriveva dei ragazzi dei quartieri popolari o dei carcerati all’Ucciardone con un rigore, un amore ed una libertà superiori a quella mostrata da Danilo Dolci nella sua famosa Inchiesta a Palermo. (piazzamarineo)

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